A FEBBRAIO CALA IL FATTURATO E GLI ORDINATIVI DELL’INDUSTRIA ITALIANA

“A febbraio il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisce del 2,1% rispetto al mese precedente; nella media degli ultimi tre mesi l’indice generale è rimasto pressoché stabile, con una variazione del +0,1% rispetto alla media dei tre mesi precedenti”. A renderlo noto è l’Istituto Nazionale di Statistica – ISTAT, con il consueto aggiornamento sul fatturato dell’industriamade in Italy.

Anche gli ordinativi registrano nel secondo mese dell’anno un calo congiunturale del 4,4%, mentre nella media degli ultimi 3 mesi sono aumentati dello 0,4% rispetto alla media del trimestre precedente.

La dinamica congiunturale del fatturato riflette variazioni negative sia sul mercato interno (-2,3%) sia su quello estero (-1,5%). Per gli ordinativi la diminuzione congiunturale deriva da andamenti analoghi per le commesse provenienti dal mercato interno (-4,4%) e per quelle provenienti dall’estero (-4,3%).

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, nel secondo mese 2020 tutti gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un calo congiunturale: -1,0% i beni di consumo, -1,3% i beni intermedi, -1,4% i beni strumentali e, in misura molto più accentuata, l’energia (-11,5%).

Corretto per gli effetti di calendario, i giorni lavorativi sono stati 20 come a febbraio 2019, il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,9%, sintesi di una modesta riduzione dello 0,3% per il mercato interno e un marcato aumento del 3,3% per quello estero.

Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore dei mezzi di trasporto registra la crescita tendenziale più rilevante (+14,1%), mentre l’industria della raffinazione del petrolio mostra il calo maggiore (-9,2%).

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce del 2,6%, con una marcata riduzione del mercato interno (-4,2%) e una sostanziale stabilità per quello estero (-0,2%). La maggiore crescita tendenziale si registra nell’industria farmaceutica (+8,3%), mentre il peggior risultato si rileva nell’industria tessile e dell’abbigliamento (-9,1%).

“Nel corso della fase di rilevazione vi è stata una moderata riduzione del tasso di risposta delle imprese, conseguente all’emergenza sanitaria in corso – si legge nella nota diffusa dall’ISTAT -. Le azioni messe in atto per fare fronte a queste perturbazioni nella fase di raccolta dei dati hanno consentito di elaborare e diffondere gli indici relativi al mese di febbraio 2020”.