ACI EUROPE: PASSEGGERI IN CRESCITA NEL TERZO TRIMESTRE

a.m.

Diffuso dal Consiglio internazionale degli aeroporti – ACI Europe il report relativo all’andamento del traffico passeggeri e cargo negli aeroporti europei nel mese di settembre e nel terzo trimestre 2018.

Da luglio a settembre la crescita di passeggeri negli aeroporti europei è stata del 5%, quindi in leggera flessione rispetto al +6% registrato nel secondo trimestre e al +8,9% che ha caratterizzato il primo trimestre dell’anno.
In particolare la crescita è stata mediamente del 4,6% nell’area Ue, con gli aeroporti di Finlandia, Stati Baltici, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Malta e Lussemburgo che hanno riportato una crescita a doppia cifra, mentre Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi fanno i conti con i risultati più deboli.

“I mesi di picco della stagione estiva mostrano che lo slancio del traffico aereo continua ad essere robusto ma in diminuzione – ha puntualizzato Olivier Jankovec, direttore generale Aci Europe –. I problemi legati alla capacità degli aeroporti, difficoltà delle aziende, il prezzo del carburante in crescita e il consolidamento delle compagnie aeree stanno frenando ulteriori guadagni. Anche le tasse sull’aviazione e il rallentamento economico hanno avuto il loro peso, come evidenziato dallo stallo della crescita del traffico aereo in Svezia e Turchia”.

Tra le capitali Ue e gli aeroporti maggiori, una crescita a doppia cifra ha interessato nel terzo trimestre gli aeroporti di Atene (+12%), Vienna (+10%), Milano-Malpensa (+10,7%), Varsavia (+12%), Budapest (+13,6%), Malta (+11,4%), Lussemburgo (+10%), Bratislava (+14,7%) e Tallinn (+10,5%).

Sebbene la crescita passeggeri negli aeroporti non Ue si trovi a registrare nel terzo trimestre un confortante +6,5%, si tratta di una contrazione rispetto al +6,8% di luglio. Il fatto è dovuto principalmente al rallentamento degli aeroporti turchi, che hanno raggiunto una certa stabilità a settembre (+0,4%), sebbene le difficoltà economiche del Paese stiano avendo un impatto negativo anche sui trasporti aerei. Nell’area non Ue gli aeroporti a registrare una crescita a doppia cifra sono quelli di Russia, Ucraina, Montenegro, Albania, Macedonia e Islanda. Particolarmente dinamica la crescita registrata nel terzo trimestre negli aeroporti di Mosca Sheremetyevo (14,3%), Mosca-Vnukovo (+17,5%), Tel Aviv (+10,5%), Kiev (+16,6%), Keflavik (+10,2%), Tbilisi (+10,7%), Tirana (+15%), Skopje (+12,9%) e Podgorica (+14,6%).

Ottimo risultato per gli aeroporti più piccoli nel terzo trimestre 2018, con una crescita media di traffico del 6,7%. Nei cinque maggiori aeroporti, invece, la crescita risulta più contenuta, con una media del 3,3%. Guida la lista Francoforte, (+7,3%), seguito da Parigi-de Gaulle (+4,5% ). Il risultato più debole in questo caso è quello riportato da Istanbul-Ataturk (+1%), superato di poco da Amsterdam-Schiphol (+1,1%); la crescita di Londra-Heathrow è stata del 2,4%.

Contenuta nel terzo trimestre anche la crescita del traffico merci, appena dell’1.4%, mentre sono cresciuti del 3,4% i movimenti aerei (indicatore della nuova capacità delle compagnie aeree sul mercato).

“Guardando ai prossimi mesi, i rischi legati alla Brexit si sono in qualche modo ridimensionati a seguito dell’annuncio di accordo raggiunto riguardo l’adozione di misure di emergenza in caso di fallimento dei negoziati con il Regno Unito – ha concluso Jankovec –. Il fatto che la Commissione europea abbia formalmente chiarito che proporrà misure per assicurare la continuità dei collegamenti aerei tra i 27 Paesi Ue e il Regno Unito dopo marzo 2019 è certamente un sollievo. Con il Regno Unito che ha già formalizzato una posizione simile, significa che i viaggiatori possono essere fiduciosi a questo punto sulle prenotazioni già effettuate e quelle future per viaggi tra Europa e Regno Unito il prossimo anno. Ad ogni modo bisogna tenere presente che queste misure contingenti troverebbero eventuale applicazione solo fino a dicembre 2019. Fattore che lascia ancora un grande punto interrogativo su cosa succederebbe oltre quella data se lo scenario di non-accordo si materializzasse”.

Nel’ambito dei dati relativi al terzo trimestre, per quanto riguarda gli scali italiani, tra i primi cinque aeroporti del secondo gruppo (da 10 a 25 milioni di passeggeri), troviamo il Marco Poli di Venezia, dove i passeggeri sono cresciuti dell’11%, nel gruppo 3 (tra 5 e 10 milioni di passeggeri) l’Aeroporto di Palermo, +15,3% e nel quarto gruppo (meno di 5 milioni di passeggeri) l’Aeroporto di Taranto +155,2%.
L’Aeroporto di Venezia compare tra i primi cinque scali del secondo gruppo anche per quanto riguarda il risultato di traffico del mese di settembre, in crescita de13%, in questo caso affiancato da Milano Malpensa +12,1%. In crescita del 16,5% il traffico passeggeri nel mese di settembre all’Aeroporto di Palermo, e del 2014% all’Aeroporto di Taranto.