DIFESA: WORKSHOP “INTELLIGENZA ARTIFICIALE, SICUREZZA, RESPONSABILITÀ, ETICA”

Intelligenza artificiale, sicurezza, responsabilità, etica“. Questo il tema al centro del convegno che si è svolto a Palazzo Guidoni, a Roma, al quale ha preso parte il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Convegno al quale sono intervenuti il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Cardinale Gianfranco Ravasi, e il Segretario Generale della Difesa, Generale Nicolò Falsaperna. Presenti, tra gli altri, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, e i Vertici della Forze Armate.

“Oggi viviamo in un contesto dove il progresso corre a una velocità inimmaginata e inimmaginabile, dove nuovi paradigmi e nuove sfide emergono senza preavviso. Un mondo in cui vengono spesso a mancare solidi punti di riferimento che possano orientare le nostre scelte – ha detto il Ministro Guerini, sottolineando che “la sfida più grande è quella di dominare i cambiamenti che ci prospetta la moderna tecnologia, riuscire a cavalcarli, addomesticarli, e soprattutto a renderli viatico di benessere attraverso forze e competenze positive“.

Un tema, quello dell’Intelligenza Artificiale – IA, da affrontare con un approccio multidisciplinare, che impone profonde riflessioni e quesiti: “fino a che punto le applicazioni di Intelligenza Artificiale possono essere lasciate libere di agire in autonomia? E soprattutto, fino a che punto possiamo consentire questo in ambito militare?” ha proseguito il Guerini -.”È evidente che in campo militare esistono significative implicazioni etiche e legali, legate alla sempre più realistica capacità delle macchine di ragionare come uomini” ha spiegato richiamando la necessità di regolamentare fenomeni che nascondono grandi incognite.

“Qualunque sarà l’evoluzione normativa permane, allo stato attuale, qualche legittima perplessità sull’utilizzo spinto dei dispositivi di Intelligenza Artificiale, e bisognerà definire in modo chiaro e condiviso i limiti e le condizioni di autonomia di tali macchine per la verificabilità e la tracciabilità del loro processo decisionale”.

Il messaggio lanciato dal Ministro è chiaro: Non bisogna mai dimenticare che l’uomo deve essere al centro di ogni processo e che la macchina deve restare sempre al suo esclusivo servizio.
Messaggio richiamato anche dal Card. Ravasi: “Dobbiamo lanciare un appello affinché l’uomo entri nel controllo dell’intelligenza artificiale unendo dimensioni diverse. Per lo sviluppo di questa tecnologia serve una risposta umana”.