EUPRAXIA SVILUPPERÀ IL PRIMO ACCELERATORE AL PLASMA

La roadmap europea delle infrastrutture scientifiche si arricchisce di nuovi progetti. L’European Strategy Forum for Research Infrastructures – ESFRI ha infatti incluso il progetto European Plasma Research Accelerator with Excellence in Applications – EuPRAXIA, il cui costo stimato è di 569 milioni di euro, tra le nuove infrastrutture per la ricerca di frontiera.

EuPRAXIA svilupperà il primo acceleratore al plasma al mondo, con una qualità del fascio di particelle accelerate adatto anche per usi industriali e biomedicali. L’Italia è capofila del progetto con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – INFN, che ospiterà uno dei due impianti di EuPRAXIA presso i Laboratori nazionali di Frascati, il Consiglio nazionale delle ricerche – CNR candidato ad ospitare l’altro sito del progetto, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata, l’ENEA – Ente per le Nuove tecnologie l’Energia e l’Ambiente ed Elettra Sincrotrone Trieste.

EuPRAXIA riunisce 16 tra laboratori ed Università provenienti da 5 Stati Membri dell’UE e 22 partner internazionali presso sorgenti di luce di sincrotrone e FEL, laser a elettroni liberi, laboratori di ricerca di fisica delle alte energie, medicina ed industria.

Gli acceleratori di particelle sono oggi ampiamente diffusi nell’industria, negli ospedali e in molti settori della ricerca di base. Nel mondo ne sono attualmente installati 30mila, tutti basati su tecnologie consolidate.  L’energia delle particelle è spesso limitata dalle dimensioni degli acceleratori, come negli ospedali o nei laboratori universitari. Costi e dimensione degli impianti, in ultima analisi, ne limitano la diffusione o impediscono il raggiungimento di energie sempre maggiori. EuPRAXIA realizzerà un nuovo tipo di acceleratore basato sul campo di scia in un plasma che promette gradienti di accelerazione fino a 1000 volte superiori a quelli degli acceleratori tradizionali. Ciò permetterebbe di realizzare macchine molto più compatte sia per la ricerca sia per le applicazioni, ad esempio, nella diagnostica per immagini per la diagnosi precoce o lo studio delle strutture di batteri e virus. Lo sviluppo della tecnologia al plasma consentirà anche di adottare su larga scala nuovi approcci di radioterapia di precisione oggi in valutazione preclinica. 

Il progetto nasce dall’esperienza di esperimenti dimostrativi su piccola scala e mira alla realizzazione di un vero e proprio acceleratore compatto.