IATA: TRAFFICO PASSEGGERI IN BUONA SALUTE NEL 2018

a.m.

Nel 2018 i passeggeri del trasporto aereo nel mondo sono cresciuti del 6,5% rispetto al 2017. Sebbene si tratti di una cifra inferiore rispetto al +8% di crescita registrata nel 2017, i dati elaborati dall’Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA) fotografano comunque un altro anno caratterizzato da una tendenza di solida crescita. La capacità è cresciuta complessivamente nell’anno del 6,1% e ottimo è stato anche l’andamento del load factor che, con una crescita dello 0,3%, ha raggiunto la percentuale record dell’ 81,9%.

Considerando il solo mese di Dicembre, il traffico passeggeri è cresciuto del 5,3% rispetto allo stesso mese 2017, che rappresenta la percentuale più bassa da gennaio 2018, in linea del resto con la tendenza che ha visto un la domanda rallentare progressivamente nel corso dell’anno, attestandosi nel secondo semestre su una media del 5%, rispetto al 9% che invece aveva caratterizzato la prima metà dell’anno.

“Il 2018 è stato un altro anno in cui la domanda si è mantenuta alta, confermando dunque il ruolo fondamentale del trasporto aereo nel supportare l’economia globale – ha sottolineato Alexandre de Juniac, direttore generale e Ceo IATA –. Per il 2019 ci aspettiamo risultati simili, forse in leggera contrazione. Ciononostante, il rallentamento della crescita nella seconda metà del 2018, insieme alle preoccupazioni per problemi come Brexit e tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, stanno creando qualche incertezza su questa prospettiva positiva”.

Il traffico internazionale è cresciuto in media del 6,3% rispetto al 2017, quindi in rallentamento rispetto al +8,6% registrato l’anno precedente.
In crescita del 5,7% anche la capacità e dello 0,4% il load factor, che si è attestato su una media dell’81,2% complessivo. Passeggeri in crescita in tutte le regioni, guidate dall’Asia-Pacifico (+7,3%). Nord America e Africa hanno registrato nel 2018 una crescita passeggeri maggiore rispetto ai dati dell’anno precedente, rispettivamente +5% (nel 2017 era stato +4,7%) e +6,5% (+6% nel 2017).
La crescita passeggeri registrata dalle compagnie europee è stata del 6,6%, in questo caso in decisa diminuzione rispetto al +9,4% registrato nel 2017. Il peggioramento del contesto economico generale e le tensioni legate alla trattativa sulla Brexit hanno condizionato negativamente l’andamento soprattutto nella seconda metà dell’anno. In rallentamento rispetto al 2017 (+6,9%) anche la crescita passeggeri in Medio Oriente, che ha raggiunto complessivamente nell’anno il +4,2%. In questo caso a pesare sono certamente le tensioni geopolitiche che permangono nell’area e che hanno determinato restrizioni nei viaggi, come il bando seppur temporaneo dei dispositivi elettronici a bordo.
Solida crescita, seppur in rallentamento rispetto al +8,8% registrato nel 2017, anche quella che ha caratterizzato le compagnie dell’America Latina che hanno registrato nel 2018 passeggeri in aumento del 6,5%.

Venendo al traffico domestico, troviamo passeggeri in crescita del 7% nel 2018, quindi con numeri che rimangono invariati rispetto all’anno precedente. Tutti i mercati sono stati caratterizzati da numeri positivi, con in testa India e Cina, che hanno registrato una crescita a doppia cifra, rispettivamente +18,6 e +11,7%. In crescita anche la capacità (+6,8%) e il load factor, che ha raggiunto una media dell’83% (+0,2% rispetto al 2017). Il Paese in cui il traffico interno è cresciuto meno è stato l’Australia con passeggeri in aumento solo dell’1,4%.

“Anche nel 2018 il trasporto aereo ha confermato il suo ruolo di business della libertà – ha aggiunto de Juniac –. Abbiamo trasportato in maniera sicura oltre 4,3 miliardi di passeggeri, persone che hanno utilizzato l’aereo per viaggi di lavoro e affari, per riunirsi ai loro amici e alle persone care, esplorare il mondo e, in alcuni casi, iniziare una nuova vita. Il trasporto aereo rende possibile l’avvento di un mondo più moderno ma a condizione che i confini siano aperti, per le persone e per le merci. Nel 2019 ci batteremo con forza contro il crescente rischio di muri e dazi che creino conflitti negli scambi commerciali, affinché il business della libertà possa continuare a fare la propria parte per rendere il mondo un posto più prospero e più felice”.