NEL SECONDO TRIMESTRE DELL’ANNO IL PIL È CROLLATO DEL 17%

Nel periodo aprile – giugno 2020 il prodotto interno lordo – Pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è crollato del -12,8% rispetto al trimestre precedente e del -17,7% nei confronti dello stesso periodo del 2019.

La stima preliminare della variazione congiunturale del Pil diffusa il 31 luglio 2020 era stata del -12,4% mentre quella tendenziale del -17,3% – si legge nell’aggiornamento mensile diffuso dall’Istituto Nazionale di Statistica – ISTAT -. Il secondo trimestre del 2020 ha avuto una giornata lavorativa in meno sia rispetto al trimestre precedente sia nei confronti del secondo trimestre del 2019. La variazione acquisita per il 2020 è pari a -14,7%”.

Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono in diminuzione, con cali dell’8,7% per i consumi finali nazionali e del 14,9% per gli investimenti fissi lordi.

Le importazioni e le esportazioni sono diminuite, rispettivamente, del –20,5% e del -26,4%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per -9,5 punti percentuali alla contrazione del Pil, con –6,7 punti dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, –2,6 punti degli investimenti fissi lordi e –0,2 punti della spesa delle Amministrazioni Pubbliche.

Anche la variazione delle scorte e la domanda estera netta hanno contribuito negativamente alla variazione del Pil, rispettivamente per –0,9 e -2,4 punti percentuali.

Si registrano andamenti congiunturali negativi per il valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, con agricoltura, industria e servizi diminuiti, rispettivamente, del 3,7%, del 20,2% e dell’11%.