PROGETTO REBUS: L’ITALIA LAVORA PER LE MISSIONI SPAZIALI DI LUNGA DURATA

Tecnologie e soluzioni innovative a sostegno della vita dell’uomo nello spazio durante le missioni di lunga durata su Luna e Marte”. È questo il motivo per il quale l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – ENEA, il CNR, l’Istituto Superiore di Sanità – ISS, Thales Alenia Space, Kayser Italia, Telespazio e le Università degli Studi di Tor Vergata, Pavia e Federico II di Napoli, hanno dato vita al progetto ReBUS, coordinato e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana – ASI.

Sappiamo che l’uomo può sopravvivere nello spazio ma la sfida è garantire una permanenza sostenibile di lungo periodo – ha evidenziato Eugenio Benvenuto, responsabile Laboratorio Biotecnologie ENEA -. In questo contesto i sistemi biogenerativi di controllo ambientale e supporto alla vita sono essenziali per rigenerare le risorse necessarie all’equipaggio, ridurre al minimo l’approvvigionamento dalla Terra trasferendo al settore spaziale conoscenze e tecnologie innovative da settori tradizionali quali agricoltura, ingegneria, con impatti in termini di sostenibilità ambientale, efficienza energetica ed economia circolare”.

ReBUS, con una durata prevista di 3 anni, punta ad avviare una linea di ricerca nazionale per realizzare sistemi biorigenerativi di supporto alla vita degli astronauti, elemento fondamentale per l’esplorazione umana dello spazio prevista entro le prossime due decadi, come indicato dall’Agenda Europea di Horizon 2020 e dalle roadmap dell’International Space Exploration Coordination Group e delle Agenzie spaziali italiana ed europea.

Il sistema biogenerativo cnr ENEA sarà basato sull’integrazione di diversi organismi come piante, funghi, batteri e cianobatteri in modo da massimizzare l’uso delle risorse disponibili in loco e minimizzare contemporaneamente l’impiego di quelle esogene, riciclando la materia organica prodotta, come residui alimentari, colturali e fisiologici.

F. C.