TAP AIR: QUASI 16 MILIONI DI PASSEGGERI NEL 2018

Nel 2018 TAP Air Portugal ha trasportato un totale di 15,8 milioni di passeggeri, registrando una crescita del 10,4% rispetto all’anno precedente. Le rotte che hanno contribuito maggiormente a raggiungere questi numeri sono state quelle europee (Portogallo escluso), sulle quali la compagnia portoghese ha trasportato 932.000 passeggeri in più rispetto al 2017, pari a un incremento di oltre il 10,7%.
I voli tra la terraferma e i due arcipelaghi Azzorre e Madeira hanno registrato la crescita relativa più elevata, pari al 13,5%, per un totale di 1,3 milioni di passeggeri, 156.000 in più rispetto all’anno precedente. Le rotte africane operate da TAP hanno visto un considerevole aumento del numero di passeggeri: 116.000 in più rispetto al 2017, per un totale di 1,1 milioni di passeggeri, che rappresentano un incremento dell’11,3%.
Gli importanti investimenti sul mercato nordamericano hanno portato a un aumento del 9,6% del numero di passeggeri trasportati (70.000 in più rispetto al 2017), per un totale di 800.000 passeggeri.
Continuano ad essere determinanti per TAP le rotte da e per il Brasile, che hanno visto anch’esse una forte crescita: in totale i passeggeri trasportati tra il Portogallo e il Brasile (da e verso le 10 città in cui opera) sono stati 1,7 milioni, 124.000 in più rispetto al 2017 (+7,8%).
Per quanto riguarda i principali indicatori utilizzati nel settore del trasporto aereo, in termini di ASK (posti disponibili per chilometro), nel 2018 TAP ha registrato una crescita del 12,3%, per un totale di 47 milioni. Il RPK (Revenue Passenger Kilometers) è aumentato del 9,6% per un totale di 38 milioni. Entrambi gli indicatori mostrano una crescita ben al di sopra della crescita media del settore a livello europeo e globale.
Con un incremento dell’offerta (ASK) superiore di 2,7 punti percentuali rispetto all’aumento della domanda (RPK), il load factor è stato dell’81%, due punti percentuali in meno rispetto al 2017. Questo posiziona il tasso di occupazione di TAP a livelli simili alla media degli altri vettori europei (81,7%) e sopra la media globale che, nel 2018, era vicina all’80% (dati pubblicati da IATA relativi al cumulativo fino a novembre 2018).