WEF: ENTRO IL 2025 LE MACCHINE SVOLGERANNO OLTRE METÀ DEI LAVORI ESISTENTI

Secondo uno studio del World Economic Forum, entro i prossimi sette anni più della metà dei lavori attualmente esistenti sarà svolta da un robot. In base alle previsioni contenute nel rapporto “Future of Jobs 2018”, nel 2025 oltre il 50% delle attuali mansioni lavorative sarà eseguito da macchine automatizzate, contro il 29% di oggi.

Dal Rapporto – basato sui risultati di un’indagine condotta intervistando responsabili delle Risorse Umane e top manager in compagnie di 12 diversi settori industriali e in rappresentanza di 20 Paesi sviluppati e di economie emergenti (che insieme rappresentano il 70% del PIL globale) – emerge che il 54% dei dipendenti di grandi compagnie avrebbe bisogno di significativi processi di riqualificazione e aggiornamento per poter beneficiare pienamente delle opportunità di crescita offerte dalla Quarta Rivoluzione industriale. Fenomeno che, interagendo con altri fattori socio-economici e demografici, sta producendo una tempesta di cambiamenti dei modelli di business praticamente in tutti i settori, con conseguenti fondamentali ripercussioni sul mercato del lavoro.

Stanno emergendo nuove categorie di lavori che, in parte o totalmente, arriveranno a soppiantarne altri. La rapida evoluzione delle macchine e degli algoritmi potrebbe creare 133 milioni di nuovi posti di lavoro, rispetto ai 75 milioni che spariranno entro il 2022.
Di conseguenza cambieranno le competenze richieste a nuovi e vecchi lavoratori nella maggior parte dei settori industriali, trasformando come e dove le persone lavorano. Il fenomeno potrebbe coinvolgere in misura diversa lavoratori e lavoratrici e trasformare le dinamiche del gap di genere nel mondo del lavoro.
Significativo il fatto che, rispetto a uno scenario di cambiamenti così importanti, più della metà delle compagnie intervistate ha dichiarato di aver pianificato di procedere a una riqualificazione dei soli lavoratori impiegati nei ruoli chiave, mentre solo un terzo degli intervistati ha in progetto di riqualificare i lavoratori a rischio.

“È fondamentale che le aziende rivestano un ruolo attivo nel supportare la loro forza lavoro nel delicato processo di riqualificazione e aggiornamento delle competenze – ha dichiarato Klaus Schwab, fondatore e direttore esecutivo del World Economic Forum – che i singoli lavoratori mantengano un approccio propositivo in un’ottica di lifelong learning, e che i governi lavorino per creare ambiente in grado di facilitare la trasformazione della forza lavoro. Questa è la sfida chiave del nostro tempo”.

Tra i ruoli oggetto di una domanda crescente in tutti i settori ci sono analisti e ricercatori, sviluppatori di software e applicazioni, specialisti dell’ecommerce e di social media: figure che si fondano in maniera significativa sulle nuove tecnologie, e che da esse sono influenzate e migliorate. Si prevede una domanda in crescita anche per i ruoli che fanno leva distintamente sulle abilità umane, come i professionisti vendite e marketing, responsabili dell’innovazione e addetti al customer service. Per quanto riguarda invece i ruoli destinati a divenire superflui, si tratta principalmente di impiegati generici, come addetti all’inserimento dati, impiegati di contabilità e addetti alle buste paga.