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PIL, INDUSTRIA E LAVORO: L’ECONOMIA CONFERMA LA CRESCITA

Le differenze nei tassi di crescita tra le principali economie si attenuano nel secondo trimestre del 2026. Negli Stati Uniti la dinamica del Pil rallenta, pur restando robusta, sostenuta dai consumi e dagli investimenti nell’intelligenza artificiale. Nell’area euro l’economia torna a crescere dopo i primi tre mesi di stasi, mentre in Cina l’attività economica decelera.

Le prospettive internazionali rimangono comunque incerte. La prosecuzione dei conflitti, in particolare quello tra Stati Uniti e Iran, continua ad avere effetti negativi sulle catene di approvvigionamento globali, contribuendo a mantenere elevati i fattori di rischio per l’economia internazionale.

In Italia, nel secondo trimestre, viene confermata la crescita del prodotto interno lordo dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, sostenuta dai consumi privati e dagli investimenti. Prosegue così la fase di espansione iniziata nel terzo trimestre del 2025. La variazione acquisita del Pil per il 2026 è pari allo 0,8%.

Anche la produzione industriale torna a crescere dopo i due cali registrati a maggio e giugno, rispettivamente dello 0,2% e dell’1,1% in termini congiunturali. A luglio, l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,7% rispetto al mese precedente.

Sul fronte del lavoro, a luglio il numero degli occupati rimane stabile rispetto a giugno, attestandosi a 24 milioni e 370mila unità. Il dato è il risultato di un aumento dell’occupazione tra gli uomini e nella fascia di età 35-49 anni, a fronte di una diminuzione tra le donne e in tutte le altre classi di età. Nel confronto mensile, il tasso di disoccupazione scende al 5,8%, mentre nell’area euro si attesta al 6,4%.

L’incremento dei prezzi dei beni energetici contribuisce invece all’accelerazione dell’inflazione. Ad agosto, secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è cresciuto del 3,2% su base tendenziale, in aumento rispetto al 2,9% registrato a luglio. Nell’area euro il dato si attesta al 3,3%.

Nel complesso, tra il 2021 e il 2026 il mercato del lavoro italiano ha mostrato un andamento positivo, caratterizzato da un incremento del tasso di occupazione e da una flessione della disoccupazione. La crescita occupazionale ha interessato tutte le classi di età, ad eccezione dei più giovani, ed è risultata più elevata nella fascia 50-64 anni, con un aumento di 7,8 punti, anche in relazione al progressivo invecchiamento demografico e alle riforme pensionistiche. Sul piano contrattuale si consolida inoltre il lavoro stabile, con un aumento dei dipendenti permanenti e una contestuale riduzione di quelli a termine.