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L’EUROPARLAMENTO CHIEDE PIÙ TUTELE DIGITALI PER I MINORI

Secondo i dati Eurostat, il 98% dei giovani tra i 16 e i 29 anni nell’UE utilizza Internet quotidianamente, a fronte del 90% della popolazione complessiva. Per questa ragione il Parlamento Europeo, con 395 voti favorevoli, 136 contrari e 80 astensioni, ha richiesto l’adozione di una strategia comunitaria integrata che coinvolga legislatori, famiglie e scuole, con l’obiettivo di garantire un uso sicuro dei social media e di Internet, soprattutto per gli utenti più giovani.

Pur riconoscendo che il digitale offre importanti opportunità di apprendimento e creatività, l’UE evidenzia anche i rischi legati alla dipendenza dai social media e all’esposizione al cyberbullismo, fattori che possono incidere negativamente sulla salute mentale. Per questo motivo, il Parlamento chiede che le piattaforme assumano maggiori responsabilità nella protezione dei minori da contenuti dannosi o manipolatori e che riducano l’impatto di design persuasivi e potenzialmente fonte di dipendenza. Tra le misure richieste figurano salvaguardie basate sul rischio per i sistemi di raccomandazione e il divieto di pratiche che incentivano comportamenti compulsivi

Le aziende sono invitate a introdurre verifiche dell’età che non prevedano raccolta o conservazione di dati personali, ad aumentare la trasparenza sugli algoritmi dei social media, a offrire una “modalità giovani” che disattivi la pubblicità mirata ai minori e a implementare standard etici obbligatori per i compagni virtuali basati sull’IA. Inoltre, viene richiesta maggiore trasparenza nell’addestramento dei modelli di IA e il divieto per i sistemi di intelligenza artificiale di generare, manipolare o modificare immagini o video a contenuto sessuale raffiguranti una persona senza il suo consenso.

“L’EU Kids Act della presidente von der Leyen è un passo avanti positivo e va nella direzione indicata dalla nostra relazione sui social media e i giovani – Ha spiegato Sandro Ruotolo, relatore e eurodeputato del Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici -. Gli algoritmi non si fermano alle frontiere: l’Europa ha bisogno di norme comuni. Niente social media al di sotto dei 13 anni, accesso supervisionato dai 13 ai 15 anni, compreso un limite di un’ora al giorno, e maggiore autonomia in seguito. La responsabilità non può ricadere solo sui minori e sulle famiglie: le piattaforme devono rendere sicuri i loro prodotti. Non stiamo discutendo solo di ciò che i giovani fanno con i social media, ma di ciò che i social media fanno ai giovani”.

L’UE considera la prossima revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi (AVMSD) un’opportunità per rafforzare la protezione dei giovani da contenuti illegali o dannosi sulle piattaforme di condivisione video. Con il voto di ieri, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di valutare se i servizi offerti da influencer e creatori di contenuti professionisti rientrino nell’ambito della normativa e di chiarire il loro status e le loro responsabilità, affinché rispettino gli stessi obblighi di trasparenza pubblicitaria previsti per i fornitori di servizi media.

Considerando l’influenza crescente degli influencer nel plasmare le percezioni dei giovani, anche riguardo all’immagine fisica, gli eurodeputati chiedono alla Commissione e agli Stati membri di istituire un codice di condotta europeo per influencer, agenzie e piattaforme online. Una definizione giuridica di “marketing tramite influencer” e il divieto di pratiche commerciali sleali favorirebbero una maggiore trasparenza, insieme alla necessità di rendere sempre evidenti le sponsorizzazioni.