L’UE PREMIA ALPHA IMPULSION PER IL SUO MOTORE AUTOFAGO CHE RIVOLUZIONA L’ACCESSO ALLO SPAZIO
Alpha Impulsion, startup spaziale con sede a Napoli e Tolosa, ha ricevuto il Premio dell’Unione Europea per la sua importante innovazione tecnologica nel campo dell’accesso allo spazio.
Spazio-News Magazine ha avuto in esclusiva l’opportunità di intervistare Vincenzo Mazzella, co-fondatore e Chief Operation Officer di Alpha Impulsion, per conoscere meglio questa nuova e rivoluzionaria realtà.
Alpha Impulsion ha ricevuto, il 27 gennaio scorso, 950.000 euro dalla Direzione Generale per l’industria della Difesa e lo spazio UE (DG DEFIS) come premio per la migliore innovazione legata all’accesso europeo allo spazio. Di cosa si tratta e perché rappresenta un punto importante per l’azienda e per l’intero comparto europeo?
Alpha Impulsion è stata premiata per i suoi successi, avendo acceso nel maggio 2025 per la prima volta in Europa un motore autofago, ovvero che utilizza il suo stesso corpo come carburante.
Il premio ricompensa il lavoro fatto nel dimostrare la possibilità di una soluzione di lancio che riesca a coniugare la riduzione dei costi di lancio (-80%), una maggiore sostenibilità ambientale (-66% di CO2 emessa) ed una migliore performance (+50% di carico utile a parità di massa al decollo).
Alpha Impulsion dimostra cosi che si può accedere allo spazio senza generare detriti grazie alla sua propulsione autofaga, offrendo un servizio di lancio ultra-competitivo con un costo iniziale di 5.000€/kg che verrà ridotto a 1.000€/kg una volta introdotta la riutilizzazione.
La società, finora supportata dal Centre National d’Études Spatiales – CNES (l’Agenzia Spaziale Nazionale francese) e dall’Agenzia Spaziale Europea – ESA, trova un nuovo partner di rilievo, permettendo così di accelerare lo sviluppo e l’assunzione di nuovo personale. Nel 2026 verranno infatti aperte 5 posizioni a Napoli e 5 posizioni a Tolosa principalmente per ingegneri con 3-5 anni di esperienza.
La prima dimostrazione in orbita di un motore autofago è prevista per il 2027.
Nel settore della Space-Economy, quanto è importante investire nell’innovazione, nella sostenibilità ambientale e nella formazione? Quanto è facile farlo in Europa?
È fondamentale. Per anni l’Europa ha scelto come strategia di seguire le altre potenze mondiali, riproducendo in piccola scala le soluzioni vincenti in Asia o negli Stati Uniti. Ciò ha fatto si che perdessimo il nostro vantaggio tecnologico, ad oggi oltre il 70% dei nostri satelliti vengono lanciati da veicoli non-Europei, perché semplicemente costa di meno.
Scegliendo Alpha Impulsion, il Directorate-General for Defence Industry and Space UE ha mandato un forte segnale: investiamo nei giovani talenti e nell’innovazione per riprendere la leadership del mercato dell’accesso allo spazio. Una leadership che fissa tre pilastri: riduzione dei costi, riduzione dell’impatto ambientale e sovranità europea.
Purtroppo, assistiamo ancora ad un fenomeno di migrazione dei talenti europei, che preferiscono partire oltre oceano alla ricerca di grandi capitali economici per finanziare i propri progetti.
In Europa i capitali ci sono, ciò che manca spesso è il coraggio di utilizzarli per far crescere aziende ad alto potenziale. È la cultura che deve cambiare, e credo che questo premio sia un primo passo nella buona direzione.
In un mercato tecnologico affamato di innovazione e capitali economici, che ruolo rivestono oggi le startup europee rispetto ai colossi industriali internazionali?
Un ruolo purtroppo ancora marginale. In un settore così critico, che ha bisogno di grandi capitali per crescere, è obbligatorio per le startup collaborare con i colossi industriali piuttosto che tentare di mettersi direttamente in competizione. È per questo motivo che ad Alpha Impulsion abbiamo firmato un partenariato con Thales Alenia Space, per poter avere accesso alle loro competenze ed alle loro infrastrutture, che ci sarebbero costate diversi milioni se avessimo voluto costruirle da soli.
Non tutti i colossi industriali sono però aperti all’innovazione, il che complica la vita a chi oggi decide di fare industria da zero. Ancora una volta, è necessario un cambio di cultura: le innovazioni non sono minacce, ma opportunità ed i leader del domani saranno coloro capaci di comprendere ciò per primi ed utilizzare le startup per accelerare idee e programmi a costo ridotto.
La corsa al riarmo militare sta definendo le prossime sfide tecnologiche e industriali. Come si inserisce in questo contesto la vostra innovazione e come sta rispondendo il comparto spaziale?
Lo spazio e la difesa sono sempre stati due settori affini. Oggi una buona parte della sovranità nazionale passa dallo spazio, con servizi che vanno dalle telecomunicazioni fino ai dati di osservazione della Terra. Questi assets spaziali sono però fragili ed esposti continuamente ad attacchi sia fisici che cibernetici e le istituzioni europee si stanno preparando a proteggerli.
L’ESA ha parlato di dual-use per la prima volta quest’anno, chiarendo che il settore spazio è oramai strategico, e le soluzioni sviluppate per applicazioni civili devono essere messe al servizio della sovranità del nostro continente.
La propulsione autofaga, sviluppata da Alpha Impulsion promette di semplificare la logistica delle infrastrutture orbitanti. I nostri motori per satelliti “OPAL” garantiscono maggiore flessibilità in orbita, aumento della sicurezza ed una durata della missione aumentata.
Il secondo prodotto che sviluppiamo “GARNET” offre invece la possibilità di un accesso reattivo allo spazio: vogliamo essere capaci di rimpiazzare un satellite danneggiato in meno di 3 giorni. Questa capacità è fondamentale per non restare al buio per mesi in caso di emergenza.
Per concludere, cosa ci dobbiamo aspettare nel prossimo futuro nello sviluppo del settore spaziale? Quali sono le principali sfide e come state rispondendo in Alpha Impulsion?
Il prossimo futuro delle startup europee sarà caratterizzato dal bisogno di passare dalla fase di sviluppo a quella di commercializzazione, sostituendo i capitali arrivanti da investitori ed istituzioni con contratti commerciali. È importante ricordare che ad oggi sono pochissime le startup del settore spaziale ad aver firmato dei contratti commerciali, motivo per il quale nei prossimi anni dovremo aspettarci un riassestamento del panorama europeo, con molte aziende che chiuderanno (i.e. Dark, alcuni mesi fa).
Il nostro approccio è quindi quello di costruire una strategia solida di accesso al mercato, con un primo pre-ordine di oltre 1 milione di euro firmato con un cliente del Regno Unito. Iniziamo la commercializzazione con clienti attivi nell’esplorazione spaziale, dove il maggiore bisogno di performance giustifica dei rischi maggiori. Dopodiché andremo nel più grande mercato della propulsione per OTV (Veicoli di Trasporto Orbitale) come ION di D-Orbit. A partire dal 2029, serviremo direttamente satelliti di più grandi dimensioni, come quelli sviluppati da Thales Alenia Space.
I ricavi provenienti dalla propulsione per satelliti, ci permetteranno di finanziare Garnet, offrendo all’Europa la sua prima soluzione di lancio reattivo a partire dal 2030.
Federico Cabassi
