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IL PARLAMENTO UE CHIEDE MAGGIORE SPESA NELLA DIFESA E AUTONOMIA STRATEGICA

Il Parlamento europeo sostiene che l’UE debba rafforzare i propri partenariati globali e accrescere la capacità di deterrenza nei confronti delle minacce esterne. È quanto emerge dalla relazione sulla “politica estera e di sicurezza comune”, approvata recentemente con 392 voti favorevoli, 179 contrari e alcune astensioni.

“Il più ampio compito strategico dell’UE consiste nel rafforzare i nostri partenariati globali, migliorare la nostra capacità di deterrenza e garantire che l’allargamento, la politica di vicinato e la cooperazione con le democrazie affini servano la nostra sicurezza a lungo termine – ha spiegato David McAllister (PPE, Germania), relatore della relazione che valuta la politica estera e di sicurezza comune (PESC) -. Allo stesso tempo, l’UE deve aumentare la propria visibilità, affinare la rappresentanza esterna e assicurare che i suoi strumenti – dalle sanzioni alla comunicazione strategica e al Global Gateway – siano utilizzati in modo efficace e coerente”.

I deputati denunciano l’uso di pressioni commerciali unilaterali e di intimidazioni economiche rivolte contro la Danimarca e altri Stati membri, definendole forme di coercizione incompatibili con il diritto internazionale e con i principi della cooperazione tra alleati della NATO. Sottolineano inoltre che la Groenlandia non deve diventare uno strumento per dividere l’Unione e invitano Bruxelles a reagire in modo fermo, collettivo e deciso contro qualsiasi tentativo di condizionamento esterno.

Il Parlamento critica anche l’approccio più transazionale adottato dal governo statunitense in politica estera, segnato da un minore impegno verso il multilateralismo e la sicurezza europea. Secondo gli eurodeputati, l’UE deve imparare dalle proprie vulnerabilità per evitare di trovarsi nuovamente esposta a pressioni coercitive.

Dall’Ucraina al Caucaso, dal Medio Oriente al Sahel, fino all’Artico, i deputati descrivono un arco di instabilità che circonda l’Europa. In questo contesto, l’Unione non può permettersi di chiudersi in sé stessa, ma deve mantenere un ruolo attivo sulla scena globale, soprattutto considerando che la sua influenza politica non sempre rispecchia il suo peso economico, finanziario e diplomatico.

Pur ribadendo il sostegno a una soluzione diplomatica del conflitto in Ucraina, il Parlamento avverte che qualsiasi accordo imposto dalla Russia o che premi l’aggressione comprometterebbe la sicurezza europea. L’azione russa sta infatti destabilizzando l’intero vicinato orientale dell’UE, con ripercussioni anche nei Balcani occidentali, dove rischiano di rallentare le riforme e di rafforzarsi narrazioni antieuropee.

In questo quadro, l’allargamento dell’Unione è considerato un investimento strategico per la sicurezza e la stabilità della regione.