MERCATI DIGITALI: L’UE AIUTA GOOGLE PER FAR RISPETTARE IL REGOLAMENTO
L’UE, nelle scorse settimane, ha avviato due procedimenti per aiutare Google nell’osservanza del regolamento sui mercati digitali, specificando gli obblighi che incombono alla società. Questi procedimenti formalizzano il dialogo normativo tra la Commissione e Google su alcuni aspetti della conformità a due obblighi previsti dal regolamento sui mercati digitali.
“Gli strumenti di intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui cerchiamo e riceviamo informazioni online sui nostri smartphone e persino il modo in cui interagiamo con i nostri dispositivi – Ha spiegato Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva -. Questo fenomeno crea nuove opportunità. La nostra intenzione è massimizzare il potenziale e i benefici di questo profondo cambiamento tecnologico garantendo condizioni di equità e accessibilità, che non siano sbilanciate a favore dei colossi. Con i procedimenti annunciati oggi intendiamo assistere Google fornendo una spiegazione più dettagliata del modo in cui dovrebbe rispettare gli obblighi di interoperabilità e condivisione dei dati di ricerca online previsti del regolamento sui mercati digitali”.
Il primo procedimento riguarda l’obbligo di Google, ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 7, del regolamento, di fornire a titolo gratuito agli sviluppatori terzi l’effettiva interoperabilità con le componenti hardware e software controllate dal sistema operativo Android di Google. I procedimenti annunciati oggi si concentrano sulle componenti utilizzate dai servizi di intelligenza artificiale di Google, come Gemini. La Commissione intende specificare in che modo Google dovrebbe concedere ai fornitori terzi di servizi di IA un accesso parimenti efficace alle stesse componenti di quelle a disposizione dei servizi di Google. L’obiettivo è garantire che i fornitori terzi abbiano pari opportunità di innovare e competere nel panorama in rapida evoluzione dell’IA sui dispositivi mobili intelligenti.
Il secondo procedimento riguarda l’obbligo di Google, ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 11, di concedere ai fornitori terzi di motori di ricerca online l’accesso a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie a dati anonimizzati, relativi a posizionamento, ricerca, click e visualizzazione, detenuti da Google Search. I procedimenti si concentrano sull’ambito dei dati, sul metodo di anonimizzazione, sulle condizioni di accesso e sull’ammissibilità dei fornitori di chatbot basati sull’IA ad accedere ai dati. L’effettiva conformità e l’accesso a una serie sfruttabile di dati consentiranno ai fornitori terzi di motori di ricerca online di ottimizzare i propri servizi e offrire agli utenti alternative reali a Google Search.
