L’EUROPA LAVORA PER CONIUGARE COMPETITIVITÀ E RESPONSABILITÀ SOCIALE
Nella relazione approvata a fine anno, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di regolamentare l’uso della gestione algoritmica nei luoghi di lavoro europei.
Con questa iniziativa legislativa, adottata a maggioranza assoluta (con 451 voti a favore, 45 contrari e 153 astensioni) i deputati hanno presentato le raccomandazioni per una nuova proposta di normativa UE volta a garantire un uso trasparente, equo e sicuro dei sistemi automatizzati di monitoraggio e di assunzione delle decisioni sul lavoro. Pur riconoscendo che tali sistemi possono offrire opportunità di ottimizzazione, i deputati hanno sottolineato la necessità di garantire il controllo umano, la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori e la protezione dei loro dati personali.
“Questo tema riguarda sia i datori di lavoro sia 200 milioni di lavoratori nell’UE – ha spiegato Andrzej Buła, relatore dell’iniziativa legislativa -. Un approccio incentrato sulla persona è fondamentale e i diritti, la sicurezza e la dignità di datori di lavoro e lavoratori devono essere rigorosamente rispettati. Si tratta di un segnale forte: l’Europa può coniugare competitività e responsabilità sociale. Può sostenere le imprese innovative senza sacrificare standard elevati e la tutela dei lavoratori”.
Secondo l’UE, tutte le decisioni prese o supportate da sistemi di gestione algoritmica dovrebbero essere soggette a supervisione umana. I lavoratori dovrebbero poter chiedere spiegazioni sulle decisioni adottate o supportate da tali sistemi e, qualora ritengano che i propri diritti siano stati violati, avere il diritto di chiederne una revisione. In tali casi, il sistema in questione potrebbe essere modificato o disattivato. Decisioni come l’assunzione o la cessazione del rapporto di lavoro, il rinnovo o il mancato rinnovo di un contratto, le variazioni retributive o le sanzioni disciplinari dovrebbero essere sempre prese da una persona o essere soggette a revisione umana.
I deputati hanno chiesto che i lavoratori siano informati sull’impatto di questi sistemi sulle condizioni di lavoro, sull’uso di decisioni automatizzate, sui tipi di dati raccolti o trattati e sulle modalità di supervisione umana. I lavoratori dovrebbero inoltre essere consultati quando i sistemi di gestione algoritmica incidono su retribuzione, valutazione, assegnazione dei compiti o orario di lavoro. L’uso di tali sistemi dovrebbe rispettare il benessere dei lavoratori e non mettere a rischio la loro sicurezza o la salute fisica e mentale.
Per tutelare la privacy, le misure proposte dovrebbero vietare il trattamento di dati relativi allo stato emotivo, psicologico o neurologico dei lavoratori, alle loro comunicazioni private, alla geolocalizzazione al di fuori dell’orario di lavoro, all’uso dei dati durante il tempo libero e a informazioni legate alla libertà di associazione e alla contrattazione collettiva.
Come previsto dall’articolo 225 del Trattato sul funzionamento dell’UE, dopo l’adozione della relazione di iniziativa legislativa la Commissione europea ha tre mesi di tempo per rispondere alla richiesta del Parlamento, indicando le misure che intende adottare o spiegando le ragioni di un eventuale rifiuto.
