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FATTURATO INDUSTRIA: A MAGGIO CALO DEL 25,9%, SU BASE ANNUA

Nel quinto mese del 2020 il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, è aumentato del +41,9%, segnando un significativo incremento rispetto al mese precedente; nella media del trimestre marzo-maggio l’indice complessivo è diminuito del 33,0% rispetto alla media del trimestre precedente.

“Anche gli ordinativi destagionalizzati – si legge nell’aggiornamento mensile diffuso dall’Istituto Nazionale di Statistica – ISTAT -, registrano a maggio un balzo congiunturale del 42,2%, che segue la caduta del 31,6% rilevata in corrispondenza del mese precedente, mentre su base trimestrale si rileva un calo del 36,3%”.

La dinamica congiunturale del fatturato riflette aumenti su entrambi i mercati: +45,7% il mercato interno e +35,2% quello estero. In maniera analoga, l’incremento congiunturale degli ordinativi risente di un più ampio incremento delle commesse provenienti dal mercato interno (+55,9%) rispetto a quelle provenienti dall’estero (+26,2%).

Gli indici destagionalizzati del fatturato mostrano aumenti congiunturali diffusi in tutti i raggruppamenti principali di industrie: i beni strumentali segnano un incremento del 61,1%, i beni intermedi del 42,1%, l’energia del 34,1% e, infine, i beni di consumo del 30,0%.

In termini tendenziali e corretto per gli effetti di calendario, i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 di maggio scorso, il fatturato totale diminuisce del -25,9%, con cali di ampiezza simile nei due mercati: -25,8% il mercato interno e -26,2% quello estero).

Con riferimento al comparto manifatturiero, tutti i settori registrano variazioni negative. Le flessioni sono meno marcate per il settore farmaceutico (-5,1%) e per quello alimentare (-5,8%), molto più ampie nei rimanenti: dall’industria della gomma (-19,9%) fino ai risultati dell’industria dei mezzi di trasporto (-43,7%) e delle raffinerie di petrolio (-53,0%).

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce del -34,7%, -34,4% quello interno e -35,2% quello estero, mostrando riduzioni in tutti i settori: i cali meno marcati si registrano nelle industrie farmaceutica (-10,8%) e del legno e della carta (-27,3%), mentre i peggiori risultati si rilevano nei settori tessile e dell’abbigliamento (-46,5%) e dei mezzi di trasporto (-48,3%).