ACI EUROPE: PASSEGGERI IN RALLENTAMENTO A GENNAIO

Nel mese di gennaio il traffico passeggeri in Europa è cresciuto del 4,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Il dato segna un rallentamento della dinamica di crescita degli anni passati, con una performance mensile che è la più bassa raggiunta dagli aeroporti europei dall’estate 2016.
Questa, in sintesi, la fotografia scattata dal Consiglio Internazionale degli Aeroporti (ACI EUROPE), che attribuisce il rallentamento principalmente ai risultati degli aeroporti extra Ue, che hanno registrato una crescita media del 2,6%, su cui pesano l’andamento negativo degli aeroporti turchi – (-4,1%), che riflettono i problemi economici del Paese – e degli aeroporti islandesi (-6%), dopo 10 anni di crescita esponenziale del traffico passeggeri all’aeroporto di Keflavik.
I passeggeri sono rimasti in andamento positivo in Georgia, Bielorussia, Ucraina e Israele, dove gli aeroporti hanno raggiunto in media una crescita a due cifre, così come per un certo numero di aeroporti russi, tra cui Mosca-Sheremetyevo (+17,4%), Mosca-Vnukovo (+11,6%) e San Pietroburgo (+14%).

Gli aeroporti dell’Ue hanno registrato un aumento medio del 4,7%, con una crescita a doppia cifra segnalata in Austria (+20,8%), Estonia (+17,2%) e Grecia (+10,6%). La crescita è stata anche dinamica nella maggior parte del blocco orientale, nonché nella penisola iberica, in Germania e in Lussemburgo. Al contrario, il traffico passeggeri ha continuato a scendere in Svezia (-2,7%) – per il 5 ° mese consecutivo – e gli aeroporti di Regno Unito, Francia, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Italia, Croazia e Repubblica Ceca hanno registrato risultati al di sotto della media Ue.
I Majors (i primi 5 aeroporti europei) hanno aumentato il traffico passeggeri in media di appena l’1,3%, con Istanbul-Ataturk che ha riportato risultati negativi (-2,6%) e una crescita più lenta di Parigi-CDG (+2,9%), Francoforte (+2,3%) , Londra-Heathrow (+2,1%) e Amsterdam-Schiphol (+1,7%).

Oltre a Berlino-Tegel (+42,4%) e Vienna (+24,4%), che hanno registrato ottimi risultati grazie all’espansione della capacità delle compagnie low cost, una serie di altri aeroporti di grandi e medie dimensioni e hub secondari e di nicchia hanno registrato comunque risultati dinamici: Barcellona (+7,1%), Londra-Stansted (+7,1%), Milano-Malpensa (+9,6%), Dusseldorf (+15,5%), Atene (+8,5%), Edimburgo (+9,9 %), Palma di Maiorca (+19%), Oporto (+9,6%), Lione (+8,6%) e Venezia (+8,6%).
Gli aeroporti regionali e di minori dimensioni hanno ottenuto i risultati più contrastanti, in alcuni casi con perdite di passeggeri, compensate in altri da ottimi risultati: Siviglia (+23%), Cracovia (+15,9%), Salonicco (+25,5%), Nantes (+12,2%), Faro (+21,9%), Cagliari (+10,5%), Paphos (+34,1%), Kaunas (+19,9%), Kharkiv (+20,6%), Sibiu (+34,4%), Newquay (+5,7%), Ostenda (+21,9%), Caen (+50,5%) e Batumi (+52,1%).

In linea con la fine dello scorso anno, il traffico merci ha continuato a diminuire a gennaio, registrando un -2,4% con perdite concentrate negli aeroporti Ue (-3,2%) e non in quelli extra Ue (+1,9%). Tra i primi 10 aeroporti europei per traffico merci, solo due risultano in crescita: Liegi (+13,9%) e Madrid (+5%).