IL COVID PESA SUI NUMERI DEI PRIMI 9 MESI DI LEONARDO

“I risultati dei primi nove mesi dimostrano che abbiamo risposto prontamente alle sfide di breve periodo del 2020, reagendo in maniera efficace alle dinamiche di un contesto in continuo cambiamento. Abbiamo una posizione finanziaria solida, resa ancora più robusta dalla sottoscrizione a maggio di ulteriori linee di credito e dal rifinanziamento del bond in scadenza nel 2021: non abbiamo quindi necessità di aumenti di capitale o ulteriore rifinanziamento del debito. Stiamo dimostrando una ripresa operativa costante trimestre dopo trimestre”. 

Così Alessandro Profumo, Amministratore Delegato di Leonardo, annunciando i dati che hanno visto l’ex Finmeccanica chiudere con ricavi pari a 9.025 milioni di euro, stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e un utile netto a 137 milioni, in calo rispetto ai primi 9 mesi del 2019.

In caduta l’Ebitda del 18,6%, a 866 milioni di euro, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e in flessione del 27,6% anche l’Ebita, giunto a 497 milioni, mentre l’Ebit si attesta a 395 milioni di euro (-39%).

Confidiamo nei nostri punti di forza, nei solidi fondamentali del business in un mercato comunque in crescita e siamo ben posizionati per uno sviluppo sostenibile nel medio-lungo periodo, anche a supporto dell’Italia – ha spiegato Profumo –. Alla base della nostra fiducia ci sono il nostro mix di business, il solido portafoglio ordini, le relazioni con i clienti, la posizione di leader in segmenti chiave con prodotti e servizi di qualità, il nostro ruolo nei principali programmi internazionali e la nostra spinta innovativa tesa alla identificazione di nuove opportunità di business”.

Gli ordini restano sostanzialmente in linea con i primi 9 mesi dello scorso anno, a 8.501 milioni di euro, mentre il portafoglio ordini complessivo si attesta a 34,98 miliardi, assicurando così una copertura in termini di produzione equivalente pari a circa 2 anni e mezzo.

Il cash flow risulta in calo di 2.596 milioni, a causa dello slittamento delle consegne e della fatturazione, mentre l’indebitamento netto sale a 5.884 milioni di euro.

Federico Cabassi