ISS, ESA: COMPLETATO L’UPGRADE DEL ALPHA MAGNETIC SPECTROMETER (AMS-02)

È stato avviato con successo, lo scorso 27 gennaio, l’Upgraded Tracker Thermal Pump system – UTTPS, il nuovo sistema di raffreddamento del tracciatore dell’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02) l’unico strumento attualmente in orbita in grado di distinguere i deboli segnali di antimateria, indagando così sulla natura della materia oscura e ricercando possibili residui di antimateria dalle origini dell’universo.

Quando, nel 2014, il sistema di raffreddamento del tracciatore ha iniziato a mostrare i primi segni di deterioramento è partita la progettazione del UTTPS, un apparato in grado di interfacciarsi con quello esistente e sostituirne le funzioni – ha spiegato Bruna Bertucci, ricercatrice dell’INFN e professore all’Università di Perugia, vice-responsabile della collaborazione internazionale che conduce l’esperimento -. In Italia abbiamo verificato che il nuovo sistema fosse adeguato per operare in orbita e, sin dalla sua fase prototipale, un’accurata campagna di test è stata progettata e condotta nei laboratori dell’INFN e dell’Università di Perugia, in collaborazione con il MIT, il Politecnico di Aachen e la NASA, per verificare la resistenza dell’UTTPS agli stress del lancio verso la ISS, e la sua funzionalità in vuoto a condizioni estreme di temperatura. I risultati positivi della campagna di test sono stati confermati dal successo dell’accensione di oggi dopo l’installazione in orbita”.

Cinque anni e quattro passeggiate spaziali, la prima il 15 novembre 2019 e l’ultima lo scorso 25 gennaio, dell’astronauta ESA European Space Agency Luca Parmitano e del suo collega Andrew Morgan hanno permesso il raggiungimento di questo fondamentale risultato.

Grazie a questa attività si estende così la vita in orbita di AMS-02, il rivelatore di particelle, frutto di una collaborazione internazionale a cui l’Italia partecipa con l’Agenzia Spaziale Italiana– ASI e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN, che opera a bordo della Stazione Spaziale Internazionale – ISS da maggio 2011.

Dopo questo intervento, che ha comportato la più complessa attività extra-veicolare mai condotta da astronauti nella storia spaziale, AMS-02 sarà in grado di continuare a funzionare lungo tutta la vita dell’ISS, quindi fino al 2028.

Portato in orbita nel 2011 con la missione STS-134 dello shuttle Endeavour e istallato sulla ISS in base a un accordo tra la NASA e il Department Of Energy – DOE, le operazioni dello strumento sono condotte dai membri della collaborazione nel Payload Operation Control Center situato al CERN, a Ginevra, e in stretto coordinamento con il team di supporto della NASA presso il Johnson Space Center. Copia integrale dei dati dall’esperimento è trasmessa e analizzata al centro di calcolo CNAF dell’INFN e distribuita quindi all’ASI Space Science Data Center – SSDC.

In Italia, la missione è stata realizzata congiuntamente da ASI e INFN, sia nella fase di sviluppo della strumentazione (2000-2011) che nell’attuale fase di operazione in orbita e di analisi dei dati scientifici. La collaborazione italiana vede la partecipazione di 50 ricercatori dell’Università e delle SezioniINFN di Bologna, MilanoBicocca, Perugia, RomaSapienza, RomaTor Vergata, Pisa, Trento e di Agenzia Spaziale.