130 PROGETTI PARTECIPANO AL BANDO ESA PER L’UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE SPAZIALI CONTRO IL COVID-19

Si è chiusa con 130 proposte, di cui 98 con operatore economico italiano, la fase iniziale del bando “Space in response to COVID-19 outbreak per sperimentazioni di tecnologie spaziali per il contenimento, monitoraggio e contrasto della pandemia legata al COVID-19.

“La tecnologia spaziale è un importante motore di sviluppo economico e innovazione in diversi settori dall’agroalimentare, alla medicina, dall’ambiente alle telecomunicazioni: nuove forme di connettività, nuovi tessuti, dalle infrastrutture all’ottimizzazione dei segnali GPS, fino a innovazioni in campo molecolare – ha spiegato il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano -. Un settore in crescita nel quale il nostro Paese, grazie alle collaborazioni con ASI e ESA, continua ad investire e credere”.

Il bando, promosso dell’Agenzia Spaziale Europea – ESA e proposto dallAgenzia Spaziale Italiana – ASI in accordo con il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per lo spazio Riccardo Fraccaro, è destinato a due ambiti di applicazione: salute ed educazione a distanza mediante l’uso di tecnologie spaziali per il contrasto all’attuale all’emergenza sanitaria.

Destinato a tutti gli operatori economici dei paesi membri dell’ESA e partecipanti al programma ARTES Business Application Satellite Solution – BASS prevedeva obbligatoriamente fasi dimostrative dispiegate in Italia.

Tra le proposte da realizzare per il settore sanitario si colgono i seguenti progetti:

  • uso di minirobot a guida autonoma per la consegna “contactless” di merci nelle città basate sul posizionamento accurato di Galileo (farmacie, campioni sanitari, beni urgenti);
  • uso di furgoni equipaggiati con il top della tecnologia di comunicazione e localizzazione satellitare che permettono il veloce dispiegamento di mini-laboratori sul territorio per interventi ad-hoc in situ e capacità di dialogare con gli ospedali e i centri competenti da remoto;
  • utilizzo di dati satellitari, immagini ottiche, multispettrali come quelli forniti dal satellite italiano PRISMA), combinati con sensori a terra per identificare le correlazioni tra ambiente, micro-clima, inquinamento e diffusione del virus;
  • servizi di telemedicina per pazienti e operatori sanitari che sfruttano teleassistenza e sensori indossabili e applicativi software intelligenti;
  • utilizzo di realtà aumentata per facilitare gli operatori sanitari nel gestire le operazioni dentro le strutture ospedaliere e all’esterno con dati e informazioni che si aggiungono alla normale visione.

Per il tema istruzione a distanza, tra le proposte sono presenti anche attività di e-learning, che prevedono l’uso di laboratori a bordo della Stazione Spaziale Internazionale creando l’opportunità di sperimentare da casa direttamente nello spazio e servizi di telecomunicazione ibrida terrestre-satellitare per sopperire al digital divide delle aree nazionali non coperte dal 4G per la scuola a distanza per tutti.