NATO, ROMANIA: OPERATIVI GLI EUROFIGHTER AMI

Il sorvolo di tre caccia intercettori Eurofighter italiani e tre Mig-21 rumeni della base aerea di Mihail Kogalniceanu ha sancito il raggiungimento della Full Operational Capability – FOC della Task Force Air 4th Wing pronta a contribuire alla sicurezza dei cieli della Romania nell’ambito delle operazioni di Enhanced Air Policing.

Il Generale Carlo Ruben Garcia Servert, Comandante del CAOC di Torrejon, ha consegnato al Comandante della Task Force Air, Colonnello Andrea Fazi, l’attestato di certificazione della FOC e ha dato ufficialmente avvio all’operazione “Black Shield”.

Dopo aver ringraziato la Host Nation – HN per il supporto logistico offerto, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso ha sottolineato come “Sin dalla fondazione della NATO, la Difesa Aerea ha sempre costituito un pilastro fondamentale dell’Alleanza, il segno tangibile di una condivisione di valori, principi, capacità e credibilità, perseguita nel nome di una difesa e sicurezza comune ed indivisibile”. Rivolgendosi poi al personale italiano schierato, il generale ha proseguito esprimendo la sua gratitudine per quanto fatto fino ad oggi, evidenziando il ruolo svolto da ognuno quale “Rappresentante del nostra amato Paese e Bandiera, Ambasciatore di valori e professionalità che sempre caratterizzano il nostro operato quotidiano”.

La missione della TFA 4th Wing ha come obiettivo quello di concorrere all’integrità dello spazio aereo della Romania, rafforzando l’attività di sorveglianza normalmente svolta dai Mi-21 della Forṱele  Aeriene Romậne, con un dispositivo di difesa integrato con i velivoli Eurofighter, provenienti dal 4°, 36° e 37° Stormo dell’Aeronautica Militare.

L’attività della Task Force Air consentirà, inoltre, di condurre attività operative finalizzate a rafforzare la cooperazione e quindi l’interoperabilità tra gli assetti nazionali e quelli della HN, nonché dei contingenti alleati presenti nell’area d’interesse, in analogia a quanto già perseguito dall’Aeronautica Militare italiana in Islanda, Bulgaria e Paesi Baltici.